Author Archives: Maurizio Sanesi

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Il Funding Opportunities Hub in Humanities at Scale

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Humanities at Scale è un progetto finanziato nel 2015 dal programma H2020, grazie ad un bando dedicato ad azioni di supporto e sviluppo delle infrastrutture (INFRADEV). Scopo del progetto è consolidare la struttura di DARIAH, migliorando il processo di gestione dei contributi nazionali in-kind, potenziando le attività di comunicazione verso l’esterno ed il community engagement e soprattutto aggiungendo nuovi servizi a supporto della comunità scientifica.
Per raggiungere questi obiettivi, HaS si concentra su tre attività principali:

  • Crescita di DARIAH
  • Sviluppo di strumenti per la valutazione, la registrazione e la visualizzazione dei contributi nazionali a DARIAH-ERIC
  • Comunicazione e promozione dell’infrastruttura

Il Work Package 3 concentra le principali attività relative alla “crescita di DARIAH”, intendendo per crescita sia l’aumento dei membri associati, sia il coinvolgimento di comunità scientifiche non ancora rappresentate in DARIAH. Lo stesso WP si occupa anche della sostenibilità, proponendosi di supportare i partner di DARIAH nell’accesso ai fondi.
L’Opera del Vocabolario Italiano (CNR-OVI), sede dell’ufficio di coordinamento di DARIAH-IT, partecipa al progetto per l’Italia e si occupa prevalentemente degli aspetti legati alle attività del WP3.
Durante il meeting del 2-3 febbraio scorso, tenutosi a Parigi, è stata presentata come uno dei principali contributi del CNR-OVI proprio l’esperienza del Funding Opportunities Hub italiano, quale modello per l’informazione e l’assistenza nella ricerca di opportunità di finanziamento all’interno di fondi nazionali ed europei.
Il Registry che è alla base dell’Hub – infatti – fornisce già le informazioni necessarie per:

  • scoprire i bandi di finanziamento

bandi

  • entrare in contatto con partner – nazionali e internazionali – che possono essere coinvolti nella progettazione

partner

  • individuare strumenti già sviluppati dalla rete che possono essere riutilizzati

contributi
 
Il Registry nazionale, ampliato e personalizzato, costituirà la base per servizi analoghi erogati dall’Infrastruttura Europea, fornendo la base delle attività rivolte alla sostenibilità ed accessibilità delle risorse di DARIAH.
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H2020 indicazioni di base: la redazione di una proposta

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Tasso di successo
Nel Settimo Programma Quadro (2007-2013) l’Italia è risultata al 4 posto tra i 27 stati europei, sia in relazione ai progetti finanziati sia alle sovvenzioni attribuite. Per quanto in termini assoluti sia un buon risultato, è bene tenere in considerazione anche altri dati. Il “success rate”, ovvero il rapporto tra proposte presentate e progetti conseguiti è piuttosto debole: solo il 12% delle proposte presentate sono state finanziate, raccogliendo il 9% dei finanziamenti richiesti dal totale delle proposte presentate. La media europea del tasso di successo non è comunque molto più alta: si aggirava intorno al 20% nel FP7 ed è scesa al 14% per i primi anni di H2020. D’altronde sta crescendo in modo consistente il numero di proposte presentate in parallelo al numero di nuove organizzazioni che partecipano ai bandi, circa il 38% in più per H2020 rispetto al programma precedente.
Questi dati non devono scoraggiare, quanto piuttosto spingere ad elaborare proposte con maggiore attenzione e preparazione.
Alcune indicazioni di massima sul formulazione della proposta
Il corpo della proposta in linea di massima – la struttura può variare a seconda del bando – si divide in tre sezioni: eccellenza, impatto e implementazione.
Nell’eccellenza si richiede di presentare gli obiettivi del progetto, la corrispondenza con gli scopi enunciati nel bando (e di conseguenza con le politiche e strategie europee in generale), il concetto che sta dietro al progetto, la metodologia con la quale si intende realizzarlo e il potenziale innovativo, che per i bandi di tipo RIA è indispensabile.
In questo punto è essenziale dimostrare chiarezza e pertinenza degli obiettivi, concretezza dell’approccio proposto, ambizione di andare oltre lo stato dell’arte.
La sezione impatto prevede che si dimostri la rilevanza a livello europeo – non solo per l’istituto d’appartenenza – della propria proposta, i benefici che può portare alla società civile e al mercato e comprende anche un paragrafo sulla dissemination in quanto misura per massimizzare l’impatto. Il bando già fornisce una lista di “expected impacts”, ai quali la proposta tenderà a conformarsi. In generale il progetto dovrà mirare a sviluppare nuove conoscenze e nel caso delle discipline umanistiche valorizzare soprattutto l’impatto sociale e la diffusione dei risultati della ricerca.
Nell’implementazione infine occorre dettagliare il piano di lavoro: i work packages e i deliverables, la struttura amministrativa, le procedure e il consorzio dei partner. Il progetto deve risultare fattibile e coerente, per questo innanzitutto occorre dettagliare e misurare, la distribuzione delle risorse deve essere appropriata ai task. Anche il consorzio ha il suo peso nel definire la qualità di una proposta, in particolare la distribuzione dei compiti fra partner che possiedono un’appropriata competenza e la complementarietà fra i membri.
Criteri di valutazione delle proposte
Ogni sezione del progetto descritta sopra viene valutata con un giudizio e un punteggio da 1 a 5.
I criteri di valutazione sono riportati in dettaglio nella tabella, raggruppati a seconda del tipo di azione. Stesso metodo di valutazione si applica anche ai bandi MCSA anche se con criteri propri. Mentre per i bandi ERC il solo criterio è l’eccellenza, della proposta e del ricercatore.
I valutatori sono degli esperti che vengono incaricati caso per caso e possono essere parte della comunità scientifica ma anche imprenditori, consulenti o potenziali utenti dei risultati del progetto. Ogni proposta è valutata da almeno 3 esperti e spesso da più, in relazione al numero di discipline coinvolte. Nella composizione della commissione valutatrice viene considerato l’equilibrio di area geografica, di competenze e di genere.
La valutazione consta di più passaggi: inizialmente gli esperti lavorano individualmente, dando un punteggio per ogni criterio, in un secondo momento tutti gli esperti coinvolti nella valutazione di una proposta si ritrovano in un consensus group, per trovare una posizione ed una valutazione comune. Se non ci sono fondi sufficienti a finanziare tutte le proposte che raggiungono la soglia di qualificazione, viene reclutato un panel che rivedrà la coerenza delle valutazioni, risolverà casi di disaccordo e stabilirà le priorità in caso di più proposte con stesso punteggio. Da ultimo, la Commissione rivede i risultati delle valutazioni e stabilisce la graduatoria finale.
Per ottenere una buona valutazione si suggerisce di scrivere la proposta tenendo in considerazione quali obiezioni potrebbe formulare un valutatore come ad esempio: l’idea non è propriamente nuova, gli obiettivi non sono misurabili, non si tiene conto dei rischi e di come prevenirli, non si dimostra di avere le giuste competenze o ci sono sovrapposizioni di competenze, le attività sono descritte troppo genericamente.
È bene ricordare infine che le proposte simili ad altre già finanziate vengono di norma scartate.
Strumenti utili:
Consulta le FAQ e il Manuale online di H2020


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H2020 indicazioni di base: glossario

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Mettiamo qui a disposizione un glossario minimo dei termini ricorrenti nei testi dei bandi europei Horizon 2020. Se notate delle lacune, scriveteci per chiedere ulteriori integrazioni!

Budget: descrizione dettagliata delle spese previste per l’attuazione del progetto di ricerca. Si divide in costi diretti (le spese per il personale, per i beni e servizi da acquisire, i sub-contratti) e costi indiretti, che per questo programma sono imposti nella misura forfettaria del 25% dei costi diretti. Le cifre indicate sul budget non devono essere indicative ma realistiche, questo significa che è necessario considerare un tempo adeguato anche per la raccolta di informazioni come i costi degli stipendi di ogni diversa istituzione partecipante al progetto ed eventuali preventivi di beni o servizi da acquistare.
Call for proposal: bando per ottenere un finanziamento dall’Unione Europea. L’identificazione della call più adatta alle proprie necessità è il primo passo per riuscire ad ottenere il finanziamento. In questo sito, la pagina Ricerca per discipline è un tentativo di fornire una prima selezione di call appropriata alle esigenze di ricerca di istituzioni di natura umanistica. Il participant portal fornisce una ricerca per parole chiave tra tutti i bandi disponibili.
Communication: rientrano nella comunicazione le azioni di promozione del progetto e dei suoi risultati rivolte a tipi di pubblico diversi e più ampi della propria comunità scientifica di riferimento. Una comunicazione efficace è il risultato di una strategia stabilita sin dalla fase pre-progettuale e portata avanti durante tutta la durata con i mezzi propri dei canali e del target individuati.
Consortium: l’insieme dei partecipanti alla proposta. I partecipanti identificano un coordinatore fra i membri, che sarà il punto di contatto tra la Commissione e i partner partecipanti. Se il progetto viene finanziato, occorre stipulare un accordo scritto (cfr. la guida al consortium agreement) fra i partner, che stabilisca la distribuzione interna del finanziamento, le regole per risolvere le controversie interne e in generale tutti i diritti e gli obblighi di ciascuno, in conformità con il grant agreement. La composizione del consorzio può anche incidere sulla valutazione di una proposta, in particolare quando il bando richiede complementarietà tra i partner.
Deadline model: si possono incontrare bandi “single-stage” o “two-stage”. Nel primo caso alla scadenza del bando occorrerà presentare la proposta completa, redatta compilando tutte le parti del template; nel secondo caso sono presenti due scadenze: alla prima è richiesto di presentare una proposta parziale (nel template sono evidenziate le parti da compilare in caso di proposta in più stage). Questa proposta parziale verrà valutata dalla commissione e solo i redattori di quelle selezionate verranno invitati a presentare la proposta completa alla seconda scadenza.
Deliverables : sono i prodotti, tangibili o intangibili, che risultano da un’azione del progetto. Un deliverable può consistere in un report, un documento, il progetto o il rilascio di un software etc.
Dissemination : Le attività che divulgano i risultati ottenuti nel progetto, incluse le pubblicazioni scientifiche su ogni mezzo. Si consiglia di prevedere nella stesura della proposta una particolare cura per la divulgazione, riservando un work package a queste attività.
Exploitation: i beneficiari di un progetto devono prevedere specifiche misure per assicurare che i risultati della loro ricerca possano essere utilizzati ulteriormente. Nel modello di grant agreement della Commissione, si richiede di garantire questo utilizzo per almeno 4 anni oltre la fine del progetto, da gruppo stesso o da parti esterne ad esempio usandoli in ulteriori attività di ricerca, sviluppandone servizi o prodotti.
Gantt chart: i grafici Gantt aiutano a visualizzare lo sviluppo temporale del progetto nelle sue varie articolazioni in work packages. Si rappresenta come un grafico a barre in cui in verticale si dispongono le attività mentre in orizzontale il tempo di durata del progetto, in questo modo sarà possibile visualizzare facilmente le sovrapposizioni e le relazioni di dipendenza tra le attività.
Grant agreement: si tratta dell’accordo scritto che viene stipulato fra i partner e la Commissione una volta assegnato il finanziamento. Questo accordo definisce i termini e le condizioni applicabili all’erogazione e all’utilizzo del finanziamento e i diritti e gli obblighi delle parti in relazione all’implementazione del progetto, all’amministrazione del finanziamento, ai risultati del progetto (compresa la divulgazione e l’accesso ai dati). La Commissione mette a disposizione un modello generale, valido per azioni di tipo RIA, IA e CSA, commentato per una più facile interpretazione.
H2020: Horizon 2020 è il programma della Commissione Europea per finanziare la ricerca e l’innovazione al fine di incrementare la competitività dell’Europa. Ha una durata di 7 anni: dal 2014 al 2020 ed un budget di circa 80 miliardi di euro. H2020 non è il solo programma di finanziamento della Comunità Europea, anche se è il più vicino alle esigenze delle discipline umanistiche. Altri programmi sono ad esempio Health programme; Asylum Migration and Integration fund; COSME; Justice, Rights, Equality and Citizenship etc.
Milestones: si tratta di eventi che attestano il completamento di uno o più deliverables. Non è un’azione vera e propria, quanto il momento di passaggio che segna l’avanzamento del progetto, la fine di un’azione ed eventualmente l’inizio di un’altra. È bene prevedere nel piano di lavoro le misure da adottare nel caso una milestone non sia raggiunta al momento previsto.
Pert (Program Evaluation and Review Technique) chart: è un grafico che rappresenta i work packages e/o i task del progetto in modo da evidenziarne le relazioni reciproche. Graficamente può presentarsi come un albero o una rete ed è utile per visualizzare la sequenza delle attività e quindi attribuire le giuste priorità.
Pic (Participant Identification Code): numero a 9 cifre che identifica univocamente i soggetti che possono partecipare ai bandi di finanziamento. Il participant portal permette sia di consultare il registro delle organizzazioni già iscritte, che di registrare la propria organizzazione, pubblica o privata che sia.
Pillar: il programma di finanziamento H2020 concentra gli investimenti in 3 settori, i cosiddetti pilastri: “Excellent Science” (l’eccellenza della ricerca, compresi i finanziamenti ai singoli ricercatori come le Marie Skłodowska-Curie fellowships ed i bandi ERC); “Industrial Leadership” (ICT, nanotecnologie, spazio, tecnologie del materiali, progetti per piccole e medie imprese); “Societal challenges” (le sfide sociali individuate da Consiglio e Parlamento europeo come sicurezza, clima, salute, trasporti).
Stakeholders: letteralmente “portatori di interesse”, sono i soggetti potenzialmente coinvolti dal progetto, la comunità scientifica di riferimento e i singoli interlocutori pubblici o privati che possono essere coinvolti dai risultati del progetto.
Submission service: le proposte vengono presentate alla Commissione esclusivamente in via elettronica, attraverso il sistema messo a disposizione da ECAS e raggiungibile dalla pagina della call sul “Participant Portal”. Per avviare la procedura occorre innanzitutto essere registrati al portale, quindi seguire i diversi step a partire dalla selezione dei partner fino al caricamento del progetto di ricerca redatto. I vari passaggi sono descritti in dettaglio nel manuale. Il sistema è attivo fino al momento indicato come deadline, ossia alla chiusura del bando.
Task: singola attività del progetto. I task sono le unità di cui si compone il work package.
Template: modello della proposta da presentare. Insieme alla descrizione del topic, nella sezione “Topic conditions and documents” viene fornito un fac-simile del modello della proposta, utile per strutturare da subito la propria proposta di progetto. Il modello contiene delle indicazioni molto precise sui contenuti da inserire ed è necessario seguire strettamente lo schema indicato dal momento che la valutazione si basa sulla rispondenza dei contenuti alle diverse sezioni.
Third Country: uno stato non membro dell’Unione Europea. A seconda del bando ci sono regole diverse sulla partecipazione degli Stati terzi, perciò è importante leggere con attenzione il testo del bando e le indicazioni sull’eligibilità presenti nella documentazione.
Topic: lo specifico oggetto o area di ricerca richiesto dal bando. Si definisce un topic attraverso lo scopo che il progetto deve raggiungere e l’impatto previsto.
Type of Action: Le azioni soggette a finanziamento previste dalle call H2020 sono principalmente di due tipi: CSA, azioni di Coordinamento e di Supporto e RIA, azioni di ricerca ed innovazione. Una CSA include tutte quelle misure di supporto alla ricerca, ossia azioni che non coprono attività di ricerca bensì pianificazione strategica, politiche, workshops, seminari, creazione di piattaforme on-line, comunicazione e divulgazione, networking. Le RIA sono invece le azioni propriamente di ricerca, rivolte a stabilire nuove conoscenze e tecnologie, sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi. Più specifiche sono le IA, azioni di sola innovazione, che possono comprendere prototipazione, testing, dimostrazione, sperimentazione, validazione del prodotto su larga scala e prime applicazioni commerciali. Le RIA e le CSA sono finanziate al 100%, mentre le IA rimborsano il 70% dei costi sostenuti.
Work packages (WP): la stesura di una proposta di progetto prevede, oltre alla descrizione dell’idea di ricerca, una descrizione molto dettagliata del piano di lavoro. La pianificazione del lavoro consiste nella suddivisione delle attività in “pacchetti” tematici. Solitamente uno dei WP viene riservato all’amministrazione ed un altro alla divulgazione. Ogni WP raccoglie una serie di attività (task) che producono dei risultati (deliverables). A ciascun WP possono partecipare uno o più partner, non occorre che tutti i partner partecipino a tutte le attività, anzi, è utile integrare partner con caratteristiche e ruoli diversi e complementari.

(fonti:
http://ec.europa.eu/research/participants/docs/h2020-funding-guide/index_en.htm
https://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/support/reference_terms.html
http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/sites/horizon2020/files/FAQ_2015.pdf
http://www.horizon2020news.it/guide )

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Auguri di buone feste

Lo staff del Coordination Office di DARIAH-IT augura a tutti un buon Natale!


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Le priorità della Commissione europea: Digital Single Market

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Di cosa si tratta
Il digital single market è una delle 10 priorità politiche della Commissione Europea e come tale è anche uno dei principi che guida l’indirizzo dei finanziamenti. In questo post cercheremo di sintetizzare i principi di questa linea politica evidenziando le opportunità di finanziamento che le sono direttamente collegate.
Il digital single market che la Commissione di Junker intende realizzare (My Agenda for Jobs, Growth, Fairness and Democratic Change Political Guidelines for the next European Commission Opening Statement in the European Parliament Plenary Session Strasbourg, 15 July 2014) è uno spazio web senza barriere, dove persone e aziende possono commerciare, innovare e interagire in modo legale, sicuro ed economico, come recita lo slogan: “Bringing down barriers to unlock online opportunities”.
La situazione attuale vede i mercati online muoversi in un contesto prevalentemente locale, nel senso che solo il 7% delle PMI europee opera oltre i propri confini nazionali.
Gli obiettivi prefissati sono quelli di dare un impulso all’economia europea (che sarebbe stimato in 415 miliardi di euro), fornendo ad aziende e start-up un mercato ampissimo per crescere e allo stesso tempo offrendo agli utenti migliori servizi a prezzi più vantaggiosi, e conseguentemente offrire nuove possibilità di impiego.
Per poterli realizzare, la Commissione intende creare l’ambiente ideale e le condizioni per lo sviluppo di reti e servizi digitali, istituendo infrastrutture sicure, affidabili e ad alta velocità, nonché policy che regolino tali servizi.
La struttura che ha il compito di guidare il processo verso il digital single market è parte della DG CONNECT, dal 1 luglio 2016 sotto guida di Roberto Viola. La strategia è stata definita in tre punti principali: potenziamento dell’accesso ai beni e servizi digitali; definizione di regole a supporto delle infrastrutture; digitalizzazione delle procedure nei settori dell’economia, dell’industria e del pubblico impiego.

OPPORTUNITA’ DI FINANZIAMENTO
Soluzioni innovative in ambito ICT per migliorare la qualità dei servizi pubblici e creare opportunità per le aziende innovative di guidare nuovi mercati: European funding opportunities in 2016-2017
Finanziamenti per servizi digitali di e-ID, sanità, giustizia, Europeana: Connecting Europe Facility (CEF)

 
Il digital single market culturale
Per favorire l’interazione fra i cittadini ed i content providers in ambito culturale, la Commissione intende sviluppare un Digital Single Market di contenuti, creando e diffondendo nuovi contenuti e rendendo disponibili a tutti le collezioni di biblioteche, archivi e musei; promuovendo la filosofia dell’open data ed il riuso dell’informazione (in particolare quella del settore pubblico); definendo le policy (come il copyright) per il trattamento dei contenuti.
Digitalizzare il patrimonio culturale europeo ossia libri, opere d’arte, documenti, riviste, video che rivelino la storia e la cultura dell’intera Europa, renderlo accessibile e conservarlo per il futuro rientra pienamente nelle sfide del digital single market.
In questo senso è stato realizzato il portale Europeana, un singolo punto di accesso al patrimonio culturale digitalizzato, affinché questo sia utilizzato da tutti a fini educativi, lavorativi o di svago. In questo modo Europeana trasforma, con l’aiuto delle ICT, il patrimonio culturale in un asset per i cittadini e per l’economia.
I singoli Stati, così come i singoli istituti culturali, sono invitati a contribuire a questo processo attraverso i portali nazionali (come Cultura Italia nel nostro caso) e intervenire nel dibattito sulle policy attraverso il Member States’ Expert Group a cui possono partecipare rappresentanti dei ministeri e degli istituti culturali.
Un’altra iniziativa legata più specificamente all’arte è STARTS (Science, Technology e ARTS), nata per incoraggiare la creatività e le sinergie fra le Arti e l’innovazione tecnologica.

OPPORTUNITA’ DI FINANZIAMENTO
Europeana: servizi centrali di coordinamento,  e promozione del portale e servizi aggiuntivi di aggregazione e curatela di contenuti, accesso multilingue, funzioni di crowd-sourcing: Finanziamenti CEF
Premio STARTS
STARTS/H2020 call: Boost synergies between artists, creative people and technologists
H2020 call: Contemporary histories of Europe in artistic and creative practices

 
Nel campo della Ricerca, un’iniziativa che discende dalla priorità del digital single market è la European Cloud Initiative , finalizzata ad instaurare un’infrastruttura digitale di alto livello che combini strumenti di calcolo e di archiviazione allo stato dell’arte con connettività ad alta velocità e servizi all’avanguardia rivolti alla comunità scientifica così come all’industria e alla pubblica amministrazione europee, favorendo l’erogazione di servizi innovativi e facilitando la collaborazione di ricercatori e industria (comprese le PMI) con il settore pubblico.
Questo progetto, supporta l’open science e spinge affinché i ricercatori condividano i propri risultati al fine di rendere disponibili alla comunità scientifica grandi quantità di dati generati da attività di ricerca, promuovendo così la conoscenza e l’innovazione. Secondo le aspettative della Commissione, la European Cloud Initiative rivelerà le potenzialità dei big data e promuoverà l’innovazione tecnologica e scientifica, aiutando a raggiungere gli obiettivi del Digital Single Market (per approfondire: Comunicazione “European Cloud Initiative; pagina European Open Science Cloud).

OPPORTUNITA’ DI FINANZIAMENTO
H2020 call: SwafS-14-2017: A Linked-up Global World of RRI
H2020 call: SwafS-10-2017: Putting Open Science into action
H2020 call: EINFRA-12-2017: Data and Distributed Computing e-infrastructures for Open Science
H2020 call: EINFRA-21-2017: Platform-driven e-infrastructure innovation
H2020 call: INFRAINNOV-01-2017: Fostering co-innovation for future detection and imaging technologies
 H2020 call: INFRADEV-01-2017: Design Studies
H2020 call: INFRASUPP-02-2017: Policy and international cooperation measures for research infrastructures

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I finanziamenti al patrimonio culturale europeo: il bando CULT-COOP

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La necessità che vuole affrontare questo bando, come si legge nel titolo, è quella di “Capire l’Europa” al fine di trovare soluzioni per plasmarne il futuro.
La ricerca nelle scienze sociali e umanistiche può dare un contributo significativo allo studio dello spazio pubblico e culturale dell’Europa e in particolare alla riflessione sulle implicazioni delle diversità sociali e culturali interne del passato come del presente. Il ruolo della tecnologia in questo contesto è quello di chiave per contribuire alla riflessione sulla ricchezza e diversità del patrimonio europeo e favorirne l’accessibilità.
Le call appartenenti a questo bando sono numerose e ben 12 sono quelle aperte dallo scorso ottobre. Spaziando dalle scienze giuridiche a quelle storiche, dagli studi religiosi ai beni culturali, queste call coinvolgono tutte discipline del settore SSH.
Tutte le call che riguardano Ricerca e Innovazione (RIA) sono strutturate su due step, il primo dei quali chiuderà il 2 febbraio 2017. Il vantaggio di questa articolazione è il minor lavoro richiesto inizialmente, per la prima fase occorre infatti elaborare una proposta parziale, d’altro canto però i partecipanti devono avere una visione di ampio termine, perché per giungere all’assegnazione del finanziamento trascorre un tempo superiore ad un anno.
La proposta da consegnare al primo step deve presentare principalmente l’eccellenza dell’idea relativamente al programma del bando: gli obiettivi specifici, il contesto scientifico e l’impatto che si intende esercitare sulla comunità e sulla metodologia di ricerca. Non occorre invece dettagliare le spese di budget, né l’articolazione del lavoro in work packages, che saranno oggetto della proposta completa richiesta ai progetti che accederanno alla seconda fase.
Le call dedicate ad azioni di ricerca sono le seguenti:
CULT-COOP-01-2017: Democratic discourses and the rule of law
CULT-COOP-02-2017: Improving mutual understanding among Europeans by working through troubled pasts
CULT-COOP-03-2017: Cultural literacy of young generations in Europe
CULT-COOP-04-2017: Contemporary histories of Europe in artistic and creative practices
CULT-COOP-05-2017: Religious diversity in Europe – past, present and future
CULT-COOP-06-2017 RIA: Participatory approaches and social innovation in culture
CULT-COOP-07-2017: Cultural heritage of European coastal and maritime regions
CULT-COOP-09-2017: European cultural heritage, access and analysis for a richer interpretation of the past
CULT-COOP-11-2016-2017: Understanding the transformation of European public administrations
CULT-COOP-12-2017: The significance of cultural and core values for the migration challenge
Di diverso carattere sono le call CULT-COOP-06-2017 CSA: Participatory approaches and social innovation in culture che prevede azioni di coordinazione fra le parti interessate (centri decisionali, enti di ricerca, istituzioni pubbliche e private, organizzazioni e associazioni) e la call CULT-COOP-10-2017: Culture, integration and European public space, cofinanziata da ERA-NET, che richiede una prospettiva ampiamente multidisciplinare e transnazionale, attraverso il coinvolgimento delle regioni del Sud, Centro ed Est Europa.
Ecco una tabella riassuntiva delle principali caratteristiche di queste call:

Call Deadline Tipo Modello Budget Parole chiave
CULT-COOP-01 02/02/2017 RIA Two-stage 5 million Law, Justice, Democracy
CULT-COOP-02 02/02/2017 RIA Two-stage 2,5 million Memory, Education, Ctizenship
CULT-COOP-03 02/02/2017 RIA Two-stage 5 million Education, Youth
CULT-COOP-04 02/02/2017 RIA Two-stage 2,5 million Arts, Literature
CULT-COOP-05 02/02/2017 RIA Two-stage 2,5 million Religion, History
CULT-COOP-06 02/02/2017 RIA Two-stage 2,5 million Cultural Heritage policies, Institutions
CULT-COOP-06 02/02/2017 CSA Single-stage 1,5 million Social platform, Cultural Heritage
CULT-COOP-07 02/02/2017 RIA Two-stage 2,5 million Cultural Heritage, Geography
CULT-COOP-09 02/02/2017 RIA Two-stage 2-3 million Cultural Heritage, Digital access, Interoperability
CULT-COOP-10 02/02/2017 ERA-NET Cofund Single stage 5 million Cultural interactions, European identity
CULT-COOP-11 02/02/2017 RIA Two-stage 4-5 million Government, Policies, Participation
CULT-COOP-12 02/02/2017 RIA Two-stage 2,5 million Migration, Memory, Values

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Societal Challenges: il programma europeo delle SSH

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Dal 4 ottobre sono aperti i bandi del programma Societal Challenges. Europe in a changing world – inclusive, innovative and reflective societies.
Questo programma invita a misurarsi con la crescita delle disuguaglianze interne allo spazio Europeo, che ne minano la prosperità e la stabilità. In questo senso invita da un lato a riflettere sul passato per meglio comprendere il contesto attuale e dall’altro a proporre azioni per modellare una società più inclusiva e innovativa. Di riflesso, i bandi richiedono alle proposte di dare il giusto rilievo alla dimensione etica e alle implicazioni socio-economiche.
Il programma si articola in 4 bandi che si chiuderanno il 2 febbraio 2017. Il bando CO-CREATION FOR GROWTH AND INCLUSION incoraggia la creatività e la collaborazione tra diversi attori sociali. Il focus è sull’inclusione dei cittadini, utenti, accademici, autorità pubbliche così come delle aziende del settore creativo e sociale.
Il bando UNDERSTANDING EUROPE – PROMOTING THE EUROPEAN PUBLIC AND CULTURAL SPACE è la call più propriamente dedicata alla ricerca umanistica. Lo scopo di una riflessione approfondita sulla ricchezza del patrimonio culturale europeo, sull’unità e sulle diversità culturali e sociali nel passato è quello di comprendere meglio la complessità presente e trovare soluzioni per plasmare il futuro. Si invita a indagare i fattori che hanno favorito o ostacolato la nascita di una sfera pubblica e di uno spazio culturale propriamente europeo e a porre particolare attenzione al ruolo che la tecnologia può avere in questa indagine.
ENGAGING TOGETHER GLOBALLY è un bando rivolto alla cooperazione internazionale: attraverso la Ricerca si punta a creare una sinergia fra gli stati membri dell’UE ed ampliare il dialogo agli altri Stati. Per rendere l’Europa un punto di rifermento si presuppone una comprensione del suo contesto così come la sua eredità storico-culturale.
Il bando REVERSING INEQUALITIES AND PROMOTING FAIRNESS ha l’obiettivo di abbattere le disuguaglianze territoriali e perseguire l’uguaglianza dei diritti e delle condizioni di vita, attraverso l’attivazione di politiche civiche e servizi sociali. I differenti topic riguardano la radicalizzazione, la mobilità, la migrazione ma anche l’accesso alle ICT.


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Profilo del Funding Opportunities Hub

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Il Funding Opportunities Hub è un servizio erogato dal National Coordination Office di DARIAH-IT, rivolto a supportare la rete dei partner nella ricerca di occasioni di finanziamento.
L’obiettivo dell’Hub è facilitare la sostenibilità a medio-lungo termine dei progetti in corso e delle attività delle comunità scientifiche, attraverso la ricerca di nuovi finanziamenti.
In linea con la mission di DARIAH, l’Hub intende identificare e supportare i bisogni delle comunità di ricerca, promuovere e facilitare la conoscenza ed il riuso degli strumenti digitali sviluppati dai partner nel campo delle Digital Humanities, assicurare una ricerca precisa attraverso un singolo portale.
Progetto pilota nazionale, l’Hub mira ad inserirsi in un contesto più ampio, di livello Europeo, sviluppandosi nella cornice del progetto Humanities at Scale, nato proprio allo scopo di gettare le basi della sostenibilità della ricerca in campo delle Digital Humanities. Il servizio per adesso è infatti destinato ai partner del nodo italiano dell’infrastruttura: i centri di ricerca, le università e tutti gli istituti ed i ricercatori coinvolti in DARIAH-IT.
L’Hub si compone di un’interfaccia web e di un servizio di consulenza personalizzato.
Il sito pubblico dell’Hub ed il registry ad esso collegato, rendono accessibile l’informazione secondo i principi dell’open access: Findability, Accessibility, Interoperability, Resusability. L’infrastruttura di ricerca DARIAH sostiene infatti fermamente l’apertura dei dati ed il loro riutilizzo.
Il sito presenta innanzitutto una descrizione degli istituti partner della rete italiana di DARIAH, collegati agli strumenti che hanno messo a disposizione dell’infrastruttura come contributo in-kind. Si tratta di strumenti di lavoro, nell’ambito delle Digital Humanities, che possono essere impiegati come risorse per nuovi progetti di ricerca. Dall’altro lato, si raccolgono le opportunità di finanziamento a livello nazionale ed europeo, ossia i bandi di Horizon 2020 e le altre linee di finanziamento europee, oltre ai bandi nazionali e regionali di interesse per gli enti di ricerca come per i singoli ricercatori. L’archivio dei progetti è invece una finestra sui progetti finanziati in svolgimento o già conclusi e sulle proposte presentate che non hanno ottenuto il finanziamento.
L’Hub è inoltre a disposizione di tutti i partner come supporto alla preparazione dei progetti, non solo facilitando l’individuazione dei bandi e la stesura delle proposte, ma anche favorendo la ricerca dei partner in base alle competenze e agli strumenti propri di ciascuno.
Uno dei pilastri su cui si basa l’Hub è proprio il coinvolgimento delle comunità scientifiche, per favorire la conoscenza reciproca delle caratteristiche e delle attività di ciascun ente/istituto, come e soprattutto degli strumenti e dataset esistenti. Tale conoscenza ha anche il fine di promuovere la diffusione di strumenti digitali e conseguentemente sostenere il digital turn in domini disciplinari di tipo più tradizionale.